Il presidio organizzato da Cgil, Anpi, Cadom e Casa delle Donne si svolgerà venerdì 6 marzo dalle 10 davanti all’Ospedale San Gerardo di Monza. L’evento si propone di sottolineare che l’8 marzo non è solo una giornata di celebrazione, ma un momento di lotta per difendere e migliorare i diritti sociali, economici e politici delle donne.
Obiettivi della manifestazione
Entro il 7 giugno 2026, l’Italia dovrà recepire la direttiva UE 2023/970, che riguarda la trasparenza retributiva e la parità di genere. Questa direttiva impone l’applicazione del principio di parità di retribuzione tra uomini e donne per lo stesso lavoro e per lavori di pari valore. Le aziende saranno tenute a comunicare le fasce retributive e a rendere pubbliche le differenze salariali di genere.
Il corretto recepimento di questa direttiva potrebbe contribuire a migliorare i dati allarmanti rilevati dall’INPS nel 2025. Il Rendiconto di genere dell’INPS evidenzia infatti un divario occupazionale del 17,8% e un gap salariale superiore al 25%.
“Questo Governo, nonostante i dati, sta puntando a un recepimento riduttivo delle norme, assecondando le richieste delle imprese e non introducendo le necessarie misure per garantire che uomini e donne ricevano lo stesso compenso per lo stesso lavoro – ha dichiarato la Cgil – Il primo governo della Repubblica guidato da una donna si sta rivelando contrario agli interessi delle donne, tradendole. La riforma del Ddl Stupri, approvata all’unanimità alla Camera verso la fine dello scorso anno, è stata stravolta. La nuova versione proposta dalla senatrice Giulia Bongiorno della Lega modifica il principio di “consenso libero e attuale”, sostituendolo con il concetto di “volontà contraria alla relazione sessuale”, indebolendo così la legge attualmente in vigore. I centri antiviolenza hanno già avviato una mobilitazione permanente con lo slogan “SENZA CONSENSO È STUPRO”, ricevendo ampio supporto a livello territoriale e nazionale. Abbiamo manifestato il 15 febbraio e a Roma il 28 febbraio, e continueremo a lottare per ripristinare il testo concordato. Proteggere le donne dalla violenza di genere significa garantire un ambiente sicuro e rispettoso, tutelare i loro diritti e fornire supporto alle vittime. Ciò include il riconoscimento e la lotta contro tutte le forme di violenza, fisica, sessuale, psicologica e economica, e la prevenzione e punizione dei reati.”