Prolungamento M5

Prolungamento della M5 a Monza: cronoprogramma e dettagli delle nuove stazioni

Attesi per metà marzo i decreti ministeriali per l'attivazione dei fondi. I cantieri partiranno nel gennaio 2027, con attivazione prevista per dicembre 2033. Presentati i progetti delle fermate e del piano parcheggi a San Rocco.

Prolungamento della M5 a Monza: cronoprogramma e dettagli delle nuove stazioni

A metà marzo sono attesi i decreti ministeriali necessari per finalizzare i finanziamenti aggiuntivi destinati all’estensione della Linea M5 fino a Monza. Questo passaggio è cruciale per avviare la gara d’appalto, che dovrà concludersi entro la fine del 2026. I lavori prenderanno avvio nel gennaio 2027 e si prevede che si concludano a marzo 2033. Dopo i collaudi e il periodo di pre-esercizio, la nuova tratta sarà operativa a dicembre 2033.

Il cronoprogramma è stato presentato durante un incontro pubblico a San Rocco, con la partecipazione di Salvatore Barbara, capo della Direzione Infrastrutture del Comune di Milano, e delle ingegnere Maria Giovanna Limongelli e Francesca Galli di MM.

Costi e obiettivi dell’intervento

Il costo totale del progetto è aumentato da 1,3 a 1,9 miliardi di euro, una cifra significativa per un’infrastruttura che non solo collegherà Monza a Milano, ma si concentrerà principalmente sul miglioramento degli spostamenti interni per i cittadini monzesi.

Non tutte le fermate disporranno di parcheggi di interscambio, per evitare di aumentare il traffico proveniente dall’hinterland e dalla Brianza.

«La M5 non è solo un miglioramento del trasporto pubblico, ma anche un’opportunità per la riqualificazione urbana», ha sottolineato l’assessora alla Viabilità Irene Zappalà.

Particolare attenzione sarà riservata a via Borgazzi, che si trasformerà in una delle principali porte d’accesso alla città. Lungo 2,6 chilometri, dall’incrocio con via Bettola fino a quello con via Marsala, saranno realizzati sistemi di drenaggio e fitodepurazione delle acque piovane, nuove piste ciclabili, pozzi per l’acqua potabile, depavimentazioni e aree verdi, in collaborazione con Brianzacque.

La nuova estensione aggiungerà 13 chilometri e 11 stazioni ai 15 chilometri e 19 fermate già esistenti della M5. La linea sarà quasi interamente sotterranea, con l’impiego di due talpe meccaniche che partiranno dal centro del prolungamento, una verso Sesto e una verso Monza.

I disagi legati alle opere di cantierizzazione saranno inevitabili, sebbene gran parte degli scavi avverrà in profondità. I dettagli saranno comunicati al momento dell’avvio dei lavori.

Le nuove fermate a Monza

Viale Campania

Sarà situata a nord del viale, nei pressi di PizzAut. In superficie sono previsti posti auto per utenti fragili, un’area kiss and ride e un’area verde.

Via Marsala

Sarà realizzata all’incrocio con le vie Goldoni e Mauri, mantenendo il semaforo e scartando l’idea di una rotonda inizialmente prevista.

Monza Fs

La stazione sarà costruita nell’area dell’attuale distributore Esso di corso Milano. Sopra è pianificata una piazza con verde e panchine, il rialzo del tratto di corso Milano in asfalto stampato con attraversamenti pedonali, e un futuro collegamento pedonale sotterraneo con la stazione ferroviaria, in collaborazione con Rfi. Sarà riqualificato anche il camminamento verso l’Info Point.

Trento e Trieste

La fermata sorgerà sotto l’attuale parcheggio di piazza IV Novembre, con uscite verso piazza Trento e Trieste e verso l’Arengario di Monza. È prevista la riqualificazione delle pavimentazioni di piazza IV Novembre e piazza Carducci.

Parco e Ospedale

La stazione Parco sarà posizionata sotto il parcheggio di Porta Monza, con uscite verso viale Brianza e verso il Parco di Monza, in accordo con gli orari di apertura.

La fermata dell’ospedale sarà situata sotto l’attuale parcheggio di fronte all’Ospedale San Gerardo, con due uscite verso le scuole e verso il nosocomio.

Capolinea Polo istituzionale

Il capolinea sarà situato sotto l’area compresa tra l’edificio della Provincia e l’attuale bosco, dove è previsto uno studentato, progetto oggetto di un acceso dibattito con le forze ambientaliste.

Il nodo dei parcheggi di interscambio

I principali parcheggi saranno al Polo istituzionale e al Parco, insieme ai 2.500 posti della stazione Cinisello-Monza all’incrocio tra M5 e M1 a Bettola.

Al Polo istituzionale ci sono già 1.000 posti al Bennet, a cui si aggiungeranno 400 posti interrati in una nuova struttura tra la Provincia e il centro commerciale. Al Parco il parcheggio di Porta Monza rimarrà sostanzialmente invariato.

È previsto anche un parcheggio interrato al San Gerardo, finanziato con risorse della Legge 9 – Piano Lombardia, come spiegato dal sindaco Paolo Pilotto.

Il deposito di Casignolo

Durante la serata sono stati svelati anche i dettagli sul futuro deposito di Casignolo, che occuperà un’area agricola di 18 ettari tra le vie Lago Ceresio e Cividale del Friuli. Questa struttura servirà al rimessaggio dei treni, con l’aggiunta di 11 convogli ai 21 già in dotazione alla Lilla, e avrà una capacità per 60 treni. Ospiterà un’officina, un impianto per la pulizia dei treni, uffici, sala mensa e un posto di comando e controllo. Si tratta di un intervento necessario per la linea, progettato per essere ambientalmente sostenibile. «Saranno piantati dodicimila alberi», ha dichiarato Salvatore Barbara, «per mascherare la struttura. Con il tempo, la vegetazione crescerà e il complesso sarà completamente schermato. Inoltre, un bacino di riserva idrica raccoglierà le acque per la fitodepurazione e l’irrigazione delle piante».

Salendo da Milano, il deposito sarà raggiunto dalla linea dopo aver superato la stazione Cinisello-Monza, che garantirà un interscambio con la stazione M1 di Bettola, per poi risalire in superficie e attraversare la Tangenziale Nord A52 con un ponte, prima di tornare in sotterranea per raggiungere la stazione di viale Campania. L’impatto di 18 ettari è significativo, soprattutto considerando che l’area è attualmente agricola. La forestazione perimetrale dovrebbe nascondere la struttura, mentre le barriere verdi alte tre metri garantiranno la protezione acustica. Un impianto fotovoltaico sul tetto della rimessa assicurerà la sostenibilità energetica. Secondo i progettisti, al termine dei lavori, le superfici verdi, i tetti verdi e il bacino lacustre copriranno 10 ettari, lasciando 9 ettari edificati.