Sabato 18 luglio, i Radicali Italiani hanno organizzato una protesta all’ombra dell’Arengario di Monza, accendendo una canna per manifestare contro le «leggi liberticide che producono solo insicurezza». Questa iniziativa ha concluso il tour nazionale «Disobbedire alla paura».
Filippo Blengino, segretario nazionale dei Radicali, ha chiarito che non si trattava di un invito al consumo di cannabis, ma di un «atto di disobbedienza civile» volto a invocare una maggiore responsabilità da parte dei legislatori. L’atto ha comportato il rischio di limitare una parte della propria libertà. La presenza degli agenti della Questura di Monza e della Digos ha portato all’identificazione degli attivisti, con Blengino destinatario di una sanzione amministrativa, in base all’articolo 75 del Testo Unico sugli Stupefacenti, che prevede il ritiro di documenti e percorsi socio-riabilitativi.

Visita alla casa circondariale
La giornata è proseguita con una visita alla casa circondariale di via Sanquirico, guidata da Blengino e da una delegazione dei Radicali Italiani. Durante l’incontro, Leonardo Stucchi, referente locale, ha descritto la situazione allarmante del sovraffollamento, con oltre 724 detenuti a fronte di una capienza di 411 posti. Più del 52% della popolazione detenuta è composta da cittadini stranieri, e vi è una significativa presenza di giovani. La direttrice del carcere, Cosima Buccoliero, ha denunciato da tempo questa problematica.
Nel pomeriggio, al Teatro Binario 7, è stato presentato il volume «La Repubblica della Paura. Come l’emergenza diventa sistema. Analisi e proposte Radicali», con la partecipazione di Roberto Rampi, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Monza, Paolo Piffer, capogruppo di Civicamente Monza, e Laura Irene Mauri, referente della legalità del PD di Monza e Brianza.
Richiesta di legalizzazione della cannabis
Blengino, con spinello in mano e megafono, ha ribadito la richiesta di legalizzazione della cannabis, sottolineando che ventitré anni dopo la depenalizzazione, il governo continua a sanzionare l’uso di una sostanza considerata innocua. Ha evidenziato la questione della libertà dei cittadini nel decidere di utilizzare una sostanza le cui conseguenze non possono essere paragonate a quelle di droghe legali come alcol e tabacco. «Regolamentando la cannabis, si garantirebbe una filiera più controllata, riducendo il legame tra consumatori e spacciatori, e permettendo alle forze dell’ordine di concentrarsi su crimini più gravi», ha spiegato.
Giulio Guastini ha aggiunto che la questione riguarda circa 6 milioni di italiani, e non solo un numero esiguo di tossicodipendenti come spesso si sostiene. Nonostante il rischio di sanzioni, gli attivisti si sono accesi gli spinelli, consapevoli delle possibili conseguenze per la loro patente e passaporto. Blengino ha ricevuto la sua terza sanzione durante il tour, come confermato dai Radicali Italiani in una nota.