Un tombino mal posizionato ha causato un incidente grave per un ciclista, che ora affronta una lunga convalescenza e teme per il suo impiego.
Un incidente causato da un tombino
Il protagonista di questa disavventura è M.C., un 31enne di Muggiò, che ha raccontato al Giornale di Monza l’incidente occorso domenica 22 marzo. La caduta è avvenuta lungo la ciclopedonale che collega via San Francesco a via IV Novembre, in corrispondenza di un tombino sconnesso, poco visibile a causa della vegetazione circostante. «Stavo tornando a casa dopo aver votato e fatto la spesa – ha spiegato – quando, procedendo lentamente sulla mia bici elettrica, la ruota anteriore è finita nel chiusino mal posizionato», causando la caduta.
Le conseguenze dell’infortunio
M.C. ha subito gravi lesioni: «Mentre ero a terra, la bici mi è caduta sopra al piede, provocandomi la rottura di un malleolo e del crociato». Sul luogo dell’incidente sono intervenuti la Polizia locale e un’ambulanza della Croce Verde lissonese, che hanno immobilizzato l’infortunato e lo hanno trasportato all’ospedale San Gerardo di Monza. «Mi hanno messo il gesso e, prima di Pasqua, sono stato operato con l’inserimento di una placca di 20 centimetri e 4 viti in titanio – ha aggiunto M.C. – Attualmente utilizzo una carrozzina per muovermi in casa e in seguito ho dovuto ricorrere alle stampelle. Fatico a stare in piedi a lungo». Anche la bici ha subito danni, tra cui la rottura della sella. La Polizia ha verificato che il mezzo fosse conforme alle normative vigenti.
Le preoccupazioni per il lavoro
«Hanno controllato che non fosse stata manomessa per superare i limiti di velocità – ha precisato M.C. – Non avevo fatto alcuna modifica, stavo veramente andando piano». Il ciclista ha contattato la sua assicurazione per ottenere un risarcimento, poiché è in malattia da marzo e il lungo percorso di guarigione sta pesando sulle sue finanze. «Attualmente mi muovo con le stampelle e indosso uno scarpone ortopedico. I trattamenti fisioterapici sono a mio carico e desidero un giusto risarcimento. Lavoro a Milano, distante da casa, e temo di perdere il posto, dato che sarò in malattia fino a settembre». Il tombino insidioso è stato inizialmente contrassegnato con vernice arancione per segnalare il pericolo, ma successivamente è stato riparato e fissato al suolo. «Riparare il tombino è facile, ma per chi si fa male la situazione è molto più complessa…» ha concluso M.C.