Lavori mai iniziati

Una famiglia spende 62mila euro per lavori di ristrutturazione mai avviati

Un padre, una madre e tre figli hanno sporto denuncia dopo un anno di attesa infruttuosa

Una famiglia spende 62mila euro per lavori di ristrutturazione mai avviati

Una somma di 62mila euro versata per lavori di ristrutturazione che, a oltre un anno dall’affido dell’incarico, non sono mai stati avviati. L’unico intervento effettuato dall’azienda è stata la rimozione dei vecchi infissi, lasciando l’abitazione priva di finestre. «Siamo costretti a vivere nel salotto di mia suocera» racconta il padre di famiglia.

Una situazione insostenibile

La famiglia, composta da padre, madre e tre figli, di cui uno affetto da patologie oncologiche, attende da oltre un anno che la loro nuova casa, acquistata dopo anni di sacrifici, venga ristrutturata. «L’impresa di Muggiò non ha ancora effettuato alcun lavoro, nonostante abbia già ricevuto 62mila euro» ha dichiarato il genitore, che ha deciso di contattare un legale e presentare denuncia ai Carabinieri di Busto Arsizio.

Il processo di affidamento dei lavori

La storia inizia alla fine del 2024, quando l’uomo, piccolo imprenditore nel settore artigiano, dopo aver ottenuto un mutuo per l’acquisto di una villetta da ristrutturare, inizia a cercare un’azienda per i lavori. «Dopo alcune ricerche, ho contattato questa ditta – ha spiegato – il titolare ha effettuato un primo sopralluogo». Oltre alla ristrutturazione dei bagni, l’imprenditore ha richiesto la sostituzione di finestre e tapparelle, per un costo totale di 37.037 euro IVA inclusa, come riportato nella fattura ricevuta il 13 dicembre 2024, che prevedeva un acconto immediato di 16mila euro.

I costi concordati

Considerando la possibilità di usufruire della detrazione fiscale del 50%, è stato proposto un pacchetto completo, inclusivo dell’installazione di pannelli fotovoltaici, per un costo totale di 25mila euro. «In questo caso, il preventivo prevedeva un acconto di 15mila euro» ha aggiunto. La scadenza per il completamento dei lavori, concordata, era fissata per luglio 2025. Tuttavia, già all’inizio sono iniziati rinvii. Il titolare ha comunicato che l’installazione degli infissi sarebbe slittata a ottobre, richiedendo un ulteriore pagamento di 4mila euro, versato a ottobre 2025.

In attesa di una soluzione

A febbraio dello scorso anno, il personale della ditta ha portato a casa dell’imprenditore una decina di pannelli (di cui uno danneggiato) e un inverter per l’impianto fotovoltaico. Tuttavia, l’unico intervento successivo si è verificato a luglio, quando gli operai hanno rimosso i vecchi infissi e effettuato i rilievi per i nuovi. Da quel momento, però, non è stato fatto alcun lavoro. L’abitazione è rimasta priva di infissi e dell’impianto fotovoltaico, nonostante la promessa di completare i lavori entro dicembre 2025 e gennaio 2026.

Un disagio familiare crescente

Frustrato dalla situazione, l’artigiano ha contattato un avvocato che ha inviato una diffida alla ditta, che ha risposto contestando la situazione e addirittura chiedendo un pagamento di 8.900 euro per costi aggiuntivi. L’artigiano, tuttavia, ha già versato 38.037 euro per gli infissi e 24mila euro per l’installazione del fotovoltaico, per un totale di 62mila euro.

Una famiglia in difficoltà

«Oltre al danno economico, questa situazione ci sta causando un grande disagio familiare. Non possiamo vivere nella casa che stiamo pagando – ha concluso con amarezza – Siamo da mesi ospiti di mia suocera, dormiamo su materassi nel suo salotto. I miei tre figli di 16, 12 e 10 anni stanno soffrendo molto, soprattutto il maggiore, che è oncologico, e questa situazione lo sta danneggiando ulteriormente». Nel frattempo, sono arrivate ulteriori segnalazioni di famiglie che si trovano in situazioni simili e che si sono rivolte a legali per tutelare i propri diritti.