Il dibattito sulla Festa di Lissone, prevista per ottobre, si fa acceso. Tradizionalmente situata nell’area mercato, quest’anno l’evento si sposterà nell’area della stazione ferroviaria, tra le vie Agostoni e Perlasca, a causa della chiusura del piazzale degli Umiliati per un maxi intervento di riqualificazione. La decisione della Giunta Borella ha sollevato forti opposizioni, in particolare da parte del PD e del Listone. Tuttavia, giovedì 25 giugno, anche la maggioranza ha alzato la voce: Daniele Fossati, capogruppo di Lissone in Movimento, ha protocollato un ordine del giorno urgente per chiedere all’Esecutivo di riconsiderare la scelta e di trovare un’altra location per le attrazioni nel 2026.
Criticità per pendolari e residenti
Fossati ha messo in evidenza tre criticità, che rispecchiano le preoccupazioni espresse in Consiglio dal PD e dal Listone. La prima riguarda i disagi per i residenti della zona stazione, che dovranno affrontare rumori e affollamenti dovuti alla fiera sotto le loro finestre. La seconda preoccupazione è per i pendolari, che perderanno i posti auto a servizio dello scalo ferroviario. Infine, la vicinanza delle attrazioni ai binari e alla banchina rappresenta un ulteriore elemento di pericolo.
Richieste all’Amministrazione
Di conseguenza, Fossati chiede all’Amministrazione comunale di sospendere il trasloco e di riconsiderarlo, avviando un tavolo tecnico con gli enti competenti per esaminare gli aspetti legati alla sicurezza. È fondamentale coinvolgere formalmente Rete Ferroviaria Italiana e individuare un’area alternativa per il luna park, assicurando standard di sicurezza, spazi adeguati per la sosta e un minore impatto acustico e viabilistico sui residenti.
Infine, Fossati propone di avviare un dialogo con i comitati di quartiere, i rappresentanti dei pendolari e le associazioni di categoria degli operatori dello spettacolo viaggiante, con l’obiettivo di trovare un accordo che preservi una delle tradizioni più amate della città, garantendo al contempo sicurezza, mobilità e vivibilità urbana.